L'associazione "Cenacolo dei Poeti" auspica che la collezione non vada persa

«La collezione di Mario Moretti è una miniera d'arte e cultura». Il ricordo di Michelangelo Cotugno

Il giovane compositore ricorda il professore recentemente scomparso, all'indomani del concerto a lui dedicato

Cultura
Bitonto mercoledì 17 ottobre 2018
di La Redazione
Un momento del concerto dedicato a Mario Moretti nella Galleria Devanna
Un momento del concerto dedicato a Mario Moretti nella Galleria Devanna © Cenacolo dei Poeti

Pochi giorni fa, l'associazione culturale Cenacolo dei Poeti ha reso onore alla memoria del professor Mario Moretti, recentemente scomparso, con il "Concerto in memoria di Mario Moretti", che ha avuto luogo presso la Galleria Nazionale della Puglia.

Il concerto, ideato dal giovane compositore Michelangelo Cotugno, è stato organizzato da Pasquale Rienzo (presidente dell'associazione "Cenacolo dei Poeti"), in collaborazione con Nuccia Barbone Puglisi, direttrice della Galleria Devanna. Insieme allo stesso Cotugno al corno, il pianista Emanuele Modugno ha eseguito brani di Traetta, Beethoven, Chopin e Cotugno.

Il professor Mario Moretti, illustre concittadino, era uno studioso del compositore bitontino Tommaso Traetta, al quale ha dedicato la sua intera vita. Raccolse numerosi documenti e note sul compositore, che metteva a disposizione di chiunque volesse approfondire la vita o le opere del musicista. Diversi studenti di discipline umanistiche e musicali si sono rivolti a lui per realizzare le proprie tesi di laurea.

Ma Mario non si occupava solo di musica, come ha tenuto a precisare il professor Nicola Pice, al termine del concerto in suo onore. Le sue passioni spaziavano dalla musica alla pittura, senza dimenticare l'impegno civico. Una delle sue "battaglie civiche", cui ha dedicato molte energie, è stata la proposta di variare il nome di 'Porta Baresana' in 'Porta della Pace'. E poi il grande desiderio di realizzare un museo traettiano, che sarebbe diventato un punto di riferimento per tutti gli appassionati ed un importante attrattore turistico.

Ha anche partecipato a varie edizioni del Festival di Poesia "Le corti dei Miracoli" omaggiando il "Cenacolo dei Poeti" di una sua opera realizzata con tecnica mista, tempera e collage, intitolata "Il Cenacolo". Inoltre ha donato parte della sua collezione di spartiti e cimeli traettiani alla Fondazione Ungaro-De Palo.

BitontoLive ha intervistato il giovane compositore Michelangelo Cotugno in occasione del concerto, che ha registrato una forte affluenza, non solo di appassionati e amici di Mario, ma anche di turisti e visitatori.

Quando ha conosciuto Mario Moretti?

«Ho conosciuto Mario Moretti una quindicina di anni fa. Mi fu presentato da mia madre che all’epoca frequentava la sua stessa chiesa. A quei tempi ero totalmente ignaro della figura di Tommaso Traetta, anche se spesso lo sentivo nominare in giro. Ricordo ancora quando prendemmo appuntamento a casa sua. Appena varcata la soglia della sua “stanza segreta", come lui la chiamava, mi sono ritrovato in una vera miniera della cultura e dell’arte».

Come ha vissuto quel momento?

«Inutile dire che per me, giovane artista ambizioso e assetato di conoscenza, quella fu una vera scoperta. Manoscritti, spartiti, libri, documenti, CD-ROM. Tanti documenti acquisiti nell’arco di una vita erano custoditi gelosamente in quella stanza. Da quel giorno anche io cominciai ad interessarmi sempre più a questo compositore, dimenticato ahimè dalla storia. E ora che il caro e dolce Mario non c’è più, sento il dovere di continuare il suo operato».

Ci parli della sonata da lei composta.

«La sonata per corno e pianoforte che ho dedicato a lui è un brano in forma sonata abbastanza neoclassico con reminiscenze beethoveniane. Un omaggio, per così dire, ai tempi della grande musica tanto cari a Mario».

E i pezzi traettiani?

«I pezzi che abbiamo suonato sono due trascrizioni per corno e pianoforte tratte dall’opera "Sofonisba" (aria “È vendetta”) e dalla cantata profana “La pace di Mercurio“ (aria "Arde il cielo"). Mario ovviamente mise a disposizione il suo materiale».

Lei è molto giovane, è un compositore e ha vissuto per un periodo in Austria. Pensa che i giovani musicisti non siano abbastanza valorizzati in Italia?

«Penso che non si tratti di non valorizzare i compositori. Semplicemente non esiste più la figura del compositore/artigiano che si intendeva in passato. Oggi la cosiddetta musica “classica” (aggettivo molto pericoloso per quel che mi riguarda) è diventata un fenomeno quasi di nicchia, "sostituita" per così dire, dalla musica pop commerciale e dai nuovi fenomeni di intrattenimento per le masse. Si potrebbero dire tante cose al riguardo ma non è questo il momento adatto per fare polemica. Come Mario, però, penso che le istituzioni dovrebbero fare di più per sostenere tutti gli artisti e incentivare le nuove generazioni a frequentare i teatri d’opera, tramite progetti scolastici».

Un pensiero per Mario?

«Vorrei ancora una volta poter esprimere in mio più sincero cordoglio alla famiglia. Mario era un vero uomo, buono e generoso come nessun altro. Sempre sorridente e con voglia di fare. La sua simpatia rimarrà per sempre impressa nella mia memoria. Mario ci mancherai!».

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