La polemica

«Le Fiere all’attacco»: Mangini replica alla Lega

L'assessore e vicesindaco risponde al partito di Salvini, che contesta la scelta dell’amministrazione comunale di localizzare la Fiera dei Santi Medici fuori città

Politica
Bitonto sabato 18 settembre 2021
di La Redazione
Rino Mangini
Rino Mangini © Facebook

In risposta alla nota della Lega Bitonto, che contesta la scelta dell’amministrazione comunale di localizzare la Fiera dei Santi Medici fuori città, interviene l’assessore e vicesindaco Rino Mangini. Pubblichiamo di seguito la sua replica.  

 

«Io davvero non capisco come si possa fare politica in questo modo, sempre che di politica si tratti. L'intero Consiglio Comunale di Bitonto subisce un attacco da un partito che è al Governo nazionale, solo perché – udite udite! – il Comune di Bitonto si è dotato, tra i pochi in Italia, di un nuovo, moderno e complesso Piano di Protezione Civile.

Quel Piano è una punta di orgoglio per questa città! Un Piano presentato in ogni dettaglio e condiviso con tutte le forze politiche presenti in Consiglio, per cui ogni consigliere ha potuto avere documenti e spiegazioni in tempo utile e ha potuto studiarlo con calma.

Risultato? Approvazione all’unanimità e grandi discorsi di apprezzamento.

Ma veniamo ai fatti.

Il partito di Salvini (che è al Governo) “biasima con forza il nuovo Piano di Protezione Civile”, perché “non è ammissibile uccidere ancor più l’economia cittadina”. Secondo i verdi padani, il Piano di Protezione Civile è un ostacolo alla realizzazione della Fiera dei Santi Medici della terza e quarta domenica di ottobre. A rafforzare la loro tesi bislacca un perentorio “certe situazioni non toccano le realtà viciniori”. Peccato che basta fare qualche ricerca per scoprire che così non è: tra annullamenti e spostamenti di sede, la situazione è sempre la stessa (vedi Casamassima, Noci e Andria).

Ma cerchiamo di capire dov’è scritto nel Piano di Protezione Civile che la Fiera non può farsi. Al capitolo 8 “Scenari di evento e di rischio”, al paragrafo 8 “Rischio da eventi a rilevante impatto locale”, il Piano dice: “Questa classe di eventi riguarda scenari di rischio che possono venirsi a determinare principalmente (ma non solo) per motivi legati all’assembramento di un numero rilevante di persone (siano esse del posto, ovvero provenienti da fuori), in un periodo di tempo limitato ed in ambiti territoriali circoscritti, in ragione di eventi pubblici di varia natura, quali feste, manifestazioni di carattere politico, religioso, culturale, sportivo, sociale, ricreativo ecc., in grado di richiamare un numero elevato di persone. Per gli scenari di rischio che si vengono a configurare in tali circostanze, l’obiettivo delle attività di pianificazione e prevenzione è mirato alla salvaguardia ed all’incolumità della popolazione sia intervenuta all’evento che residente nel luogo. Le criticità che possono determinarsi in tali circostanze derivano sia dal numero elevato di persone che si vengono a trovare contemporaneamente in una determinata area e/o superficie, ovvero in ragione della conformazione del luogo di svolgimento dell’evento con particolare riferimento alle vie di fuga e/o alle difficoltà di accesso dei mezzi di soccorso, ovvero per entrambe le ragioni”.

Ora, se qualcuno avesse letto davvero il Piano, non avrebbe commesso l’imbarazzate errore di affermare che il Piano è contro la Fiera, perché di fatto non lo è.

Vale per ogni evento a rilevante impatto locale! Dai Festival (guarda caso spostati dalle piccole piazze del centro antico) alle grandi manifestazioni in cui si attendono migliaia di persone. Come può uno strumento nato per la tutela dell’incolumità e della salute e sicurezza essere “stravagante…che penalizza sempre e comunque i cittadini” (parole scritte dal partito padano)?

Ma il capolavoro è contenuto nell’incipit del comunicato stampa: “Nessuno tocchi le tradizioni, soprattutto se secolari, se legate alle radici del culto, della cristianità e se costituiscono un momento identitario per la nostra Comunità cittadina. Nessuno osi sparigliare gli usi che vedono le strade colorarsi e riempirsi di nostri concittadini e tanti forestieri che accorrono da ogni dove, soprattutto dopo il periodo buio che ci ha visti relegati e ha fatto registrare tante vittime e ancor più tanti di noi ammalarsi.”

Il passaggio più commovente è questo: “Nessuno osi sparigliare gli usi che vedono le strade colorarsi e riempirsi di nostri concittadini e tanti forestieri che accorrono da ogni dove”.

Sparigliare vuol dire di fatto disfare. E chi è che fa e disfa le regole e le norme soprattutto per i grandi eventi, fiere e sagre compresi? Un suggerimento? Ha sede a Palazzo Chigi!

Un altro suggerimento? Ne fa parte il partito di Salvini che tuona contro l’Amministrazione comunale di Bitonto.

È facile inviare comunicati stampa infarciti di frasi nazionalistiche e inni alle tradizioni, dimenticando però che si fa parte del Governo che ha imposto certe norme e certi obblighi, si legga il decreto legge del 23 luglio 2021 n.105 recante “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l’esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche”, il quale definisce – tra le altre cose – quali debbano essere le misure di sicurezza da garantire per lo svolgimento di eventi fieristici.

Quali? L’obbligo del green pass per l’accesso alle fiere, ad esempio! A cui segue l’obbligo del controllo. L’obbligo del contingentamento dei partecipanti alle fiere. L’obbligo del controllo degli accessi. L’obbligo dei piani di sicurezza, dei piani di fuga…

Allora, ditemi di grazia, come possiamo adempiere a tutte le norme programmando la Fiera dei Santi Medici nello stesso luogo in cui si è fatto negli ultimi anni?

Un percorso cittadino lungo chilometri con oltre 30 (dico 30!) accessi. Dovremmo organizzare un presidio che nemmeno al G8! E non potremmo comunque garantire vie di fuga e altri requisiti di sicurezza.

La soluzione? Mentre in molti Comuni si annulla tutto, noi abbiamo proposto uno spostamento di 100 metri in linea d’aria. Sì, avete capito bene: 100 metri! Spostare la Fiera in via Lazzati, nella zona artigianale, per garantire quel controllo imposto dalle norme del Governo e per organizzare una manifestazione in sicurezza.

Giudicate voi se siamo da biasimare. Siamo colpevoli?

Sì, siamo colpevoli di provare sempre a trovare soluzioni sostenibili invece di annullare ogni cosa come accade altrove!

Ah, sull’invito perentorio ad organizzare la processione, non posso che sorridere…mi ricordo ancora le stesse persone lo scorso anno intente a fotografare come guardoni la piazza dei Santi Medici in cerca di scoop e di colpevoli, augurandosi una ripresa del contagio…

Sappiano i leghisti che non spetta al Comune né decidere, né organizzare le processioni. Noi prendiamo atto di ciò che viene deciso dalla Curia diocesana. E qualunque cosa si decida, noi rispondiamo con la presenza e la collaborazione inter-istituzionale.

Ovviamente non decide il Sindaco. Né di Bitonto, né di altre città.

 

Chiudo con un pensiero per i commercianti e gli ambulanti. Io capisco umanamente il vostro disappunto, la vostra perplessità e il vostro timore. Lo capisco e cerco di comprenderlo. Ma non può certo farsi vostro paladino un partito di Governo che – penso di interpretare i vostri sentimenti – poco o nulla ha fatto per la vostra categoria!

Noi, dal canto nostro, proviamo a trovare la soluzione migliore per tutti, anche per voi, per realizzare una manifestazione nel rispetto delle norme e nell'interesse di tutti.

E la cerchiamo da mesi, insieme.

 

Post scriptum: consigli per la lettura

1. Sto replicando io in questo modo perché sono stato il relatore della delibera del Piano di Protezione Civile, l’ho fortemente voluto e l’ho sostenuto fin dal principio.

2. La mia è una replica politica, nulla di personale, anche perché non conosco gli estensori del comunicato stampa.

3. Come da me auspicato non ho usato parole offensive, né allusive, in linea con il principio di moderare i toni, ricondurre il tutto alla normale disputa politica ed ideologica, ed eliminare la violenza sin già dalle parole».

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I commenti degli utenti
  • Stefano B. ha scritto il 19 settembre 2021 alle 22:30 :

    Non deve rispondere solo alla Lega, non è solo la Lega che reclama, ma a tutti i fedeli (e no) bitontini che si chiedono perché e non riescono ancora a ottenere risposte esaurienti. Nonostante le tante parole profuse. Rispondi a Stefano B.

  • SALVIONI ha scritto il 18 settembre 2021 alle 10:55 :

    LA DITTATURA DELLA PROPAGANDA!!!!! MA L'ASSESSORE MANGINI NON HA ALTRO DI MEGLIO E UTILE DA FARE CHE RISPONDERE AI POLITICANTI BITONTINI,INFELICI IMITATORI DEI MODELLI NAZIONALI??? TUTTE LE BELLE, LOGIGHE E COERENTI ARGOMENTAZIONI RESTERANNO LI';UN PO' PER INCAPACITA' A CAPIRLE DA PARTE DEI DESTINATARI UN PO' PERCHE' NON CREDONO NEMMENO LORO A QUELLO CHE HANNO SCRITTO. COME SI DICEVA UNA VOLTA LO FANNO PIU' PER ONOR DI FIRMA CHE DI VIGOR DI PETTO!!! Rispondi a SALVIONI

    Maria P. ha scritto il 19 settembre 2021 alle 12:47 :

    Infatti non si è capito neppure quello che volevi dire tu. Con chi ce l'hai? Rispondi a Maria P.

  • Marco ha scritto il 18 settembre 2021 alle 08:35 :

    Troppo facile ribattere: se davvero esistono queste regole devono valere per tutti e non posso o essere applicate a macchia di leopardo, ad alcuni Comuni si e ad altri no. Se esiste un margine tanto ampio di discrezionalità vuol dire che non sono regole così stringenti. Rispondi a Marco

    Franco ha scritto il 18 settembre 2021 alle 15:50 :

    Abbiamo visto tutti in tv la sfilata con carri al Gay Pride di Brindisi il 21 agosto scorso con migliaia di persone (3.500 secondo gli organizzatori) da tutta Italia muniti di mascherine e Green pass autorizzati da Comune e Prefetto di Brindisi. Perché i carri a Brindisi si e i Santi Medici a Bitonto no? Attendiamo risposte non solo divieti immotivati. Rispondi a Franco

  • Michele pugliese ha scritto il 18 settembre 2021 alle 05:55 :

    Mangini adesso fai pure il modello! Meno 6 mesi alla fine della distruzione di bitonto! Rispondi a Michele pugliese