La polemica

Processione Santi Medici annullata, Lega all'attacco

Sotto accusa don Vito Piccinonna, parroco rettore della Basilica Santi Medici, per "aver reso pubblica la sua militanza politico-sociale"

Politica
Bitonto venerdì 24 settembre 2021
di La Redazione
La Basilica dei Santi Medici
La Basilica dei Santi Medici © Giuseppe Cannito

Continuano a tenere banco le polemiche sulla nuova allocazione della Fiera dei Santi Medici a Bitonto. A sollevare la questione, dopo il malcontento espresso dagli ambulanti, era stata la sezione locale della Lega, contestando le scelte dell’Amministrazione comunale. Ora che lo spostamento in una zona molto periferica, giustificato per ragioni di sicurezza anti Covid, sembra definitivo, la Lega rivendica di averci visto lungo. «Circa la Fiera dei Santi Medici – scrivono i salviniani in una nota – sarebbe fin troppo facile esclamare: “Ve l’avevo detto!” verso tutti coloro i quali continuano a stupirsi dell’atteggiamento della Giunta municipale. Altrettanto facile previsione risultava essere quella circa l’atteggiamento di questa sinistra pseudo-sociale contro fiere, attività commerciali, tradizioni…Così la loro furia egualitaria non è orientata verso il miglioramento della condizione di tutti ma si pone l’obiettivo di rendere tutti “anargiri” come i nostri amati Santi Cosma e Damiano».

La Lega Bitonto apre poi un nuovo fronte polemico sull’annullamento della processione dei Santi Medici, che per tradizione è fissata la terza domenica di ottobre. Destinatario dell’invettiva è don Vito Piccinonna, parroco rettore della Basilica Santi Medici, che in una recente omelia ha ricordato che «da diversi mesi, almeno fino a dicembre, i vescovi della Puglia hanno prescritto che non si possono fare processioni per le condizioni epidemiologiche», aggiungendo che «le decisioni vengono prese non solo dalla Chiesa ma anche dal Prefetto, con l’autorità di pubblica sicurezza, secondo delle norme stabilite. Dispiace più a me: ma né io, né voi, né un gruppo della città può decidere cosa fare».

«Un predicatore di un culto religioso, durante una funzione religiosa – attacca la Lega – ha preso una posizione politica e si è espresso contro una condotta da lui giudicata scorretta di fatto aizzando coloro i quali lo seguono a contrastare la parte che a lui non piace. Se fosse stato un predicatore islamico, oggi saremmo tutti ad esternare solidarietà alla vittima di tali attacchi. Invece nel nostro caso trattasi “semplicemente” di un prete, al quale ovviamente nulla sarà chiesto o fatto dai suoi superiori gerarchici, né sentirà la necessità di scusarsi o giustificare le sue posizioni con la “controparte”. Tutto sommato non ci dispiace che il prete abbia espresso le proprie opinioni politiche, non foss’altro perché così ha reso pubblica la sua militanza politico-sociale. Ma la prossima volta, per cortesia, cerchi di evitare di farlo durante una funzione religiosa, strumentalizzando “l’autorevolezza” del suo “dante causa” per fini tutt’altro che ecumenici.

Venendo poi al merito delle sue affermazioni, credo non si dolerà il parroco se a noi la decisione dei Vescovi della Puglia continua a non piacere. Credo ci sia ancora libertà di dissentire circa la decisione dei Vescovi, a meno che la Chiesa cattolica non abbia nel frattempo imboccato una deriva integralista».

La Lega riporta poi due esempi: «Alla processione tenutasi il 31 agosto 2021 a Tortona in onore della Madonna della Guardia hanno partecipato centinaia di persone, autorità civili e militari, tra le quali il sindaco Federico Chiodo e l’arcivescovo emerito Vittorio Viola, che dal 27 agosto scorso è stato nominato segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ovvero il numero due della Congregazione che si occupa di tutte le questioni liturgiche, tra le quali dovrebbero ricadere anche le processioni. Ad aggravare la circostanza c’è anche il fatto che i Vescovi di Puglia non erano poi così granitici ed intransigenti circa le processioni. Infatti, durante le celebrazioni per la Madonna dei Martiri tenutasi pochi giorni fa a Molfetta, che a quanto pare trovasi in Puglia, si è svolta una specie di processione che ha visto la partecipazione spontanea e il giubilo di molti fedeli. Evidentemente monsignor Domenico Cornacchia ha pensato bene che si potessero interpretare le tradizioni in chiave moderna, tenendo presente l’attuale situazione epidemiologica. Sicché, corroborati da una così prestigiosa compagnia, pensiamo che il comportamento dei monsignori Viola e Cornacchia e del relativo corpo sacerdotale sia da preferire alla passività del nostro clero».

«Anche questa volta – conclude la Lega – Bitonto è penalizzata da scelte che la privano di qualcosa».

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I commenti degli utenti
  • Graziano ha scritto il 24 settembre 2021 alle 19:21 :

    Appurato che sono i Vescovi pugliesi responsabili del taglio immotivato delle processioni andrebbe chiesto loro se devono rispondere al proprio gregge o piuttosto alle istituzioni. Rispondi a Graziano

  • Maria P. ha scritto il 24 settembre 2021 alle 12:37 :

    I Vescovi che sostengono che "non vi sono le condizioni epidemiologiche" per svolgere le processioni a quali studi per l'appunto epidemiologici si basano? Non ci sono pareri del Comitato tecnico scientifico a riguardo e i Vescovi sono più esperti in teologia che in epidemiologia. Rispondi a Maria P.

  • Graziano ha scritto il 24 settembre 2021 alle 11:24 :

    A questo punto ragione vorrebbe che a parlare chiaro fosse il Vescovo di Bari-Bitonto mons. Satriano per spiegarci come mai (e in base a quale norma civile o ecclesiastica) i Vescovi pugliesi hanno deciso di vietare le processioni popolari e continuano a mantenere tale divieto nonostante non ci siano più le zone colorate e vi siano manifestazioni laiche di ogni tipo ovunque. Don Vito rimanda infatti le sue scelte ai Vescovi. Rispondi a Graziano

    Maria P. ha scritto il 25 settembre 2021 alle 11:22 :

    Il libero esercizio del culto pubblico, sancito dall'art. 19 della Costituzione, deve essere pienamente garantito a tutti i credenti, adottando i necessari dispositivi. E l'accordo del maggio 2020 tra Vescovi italiani e Governo non può comprimere questo diritto, il cui godimento non dipende dalla volontà dei Vescovi. Rispondi a Maria P.

  • Franco ha scritto il 24 settembre 2021 alle 09:34 :

    Non ci sono motivazioni valide alla cancellazione delle processioni, il permesso del Prefetto è una bufala e il divieto dei Vescovi semplicemente una direttiva data un tempi di zona rossa. A Brindisi si è svolto ad agosto il corteo del Gay Pride con migliaia di persone, con il permesso di Sindaco e Prefetto. O c'è un autolesionismo ecclesiastico oppure qualcuno vuole cancellare la tradizione popolare senza avere il coraggio di dirlo apertamente. Rispondi a Franco