Dalla Regione

Caso plafoniere, Forza Italia: «Si sapeva già tutto, perché Emiliano si sveglia solo ora?»

Nota del Gruppo consiliare di Forza Italia alla Regione

Politica
Bitonto mercoledì 07 novembre 2018
di La Redazione
Consiglio Regione Puglia
Consiglio Regione Puglia © n.c.

Riceviamo e pubblichiamo una nota del gruppo consiliare di Forza Italia al consiglio regionale della Puglia, composto da Nino Marmo, Domenico Damascelli, Francesca Franzoso e Giandiego Gatta, sul "caso plafoniere".

Il caso delle plafoniere per la nuova sede del Consiglio regionale è un fatto grave, gravissimo, perché sono spese inaccettabili soprattutto in una Regione che chiude reparti ospedalieri e taglia l’assistenza sanitaria. Ciò detto, ci sono altri elementi di profonda ambiguità: la questione, nota da tempo, fu affrontata in Consiglio regionale due mesi fa e fu assicurato che la Giunta avrebbe proceduto con le verifiche del caso e che avremmo atteso anche le eventuali iniziative della Procura della Repubblica e della Corte dei Conti. Ne hanno parlato per mesi tutti i quotidiani pugliesi. Eppure, dal presidente Emiliano non si è mai avuta una risposta precisa, una reazione governativa per chiarire le ombre sulle spese sostenute".

"C’è voluto un risalto mediatico nazionale, per non dire una ‘figuraccia nazionale’, per avere dal presidente della Giunta un cenno: un nucleo ispettivo per verificare la congruità dei prezzi. Ci voleva Giletti? Perché fino ad oggi la Regione non ha fatto niente? Eppure, parliamo di plafoniere pagate a caro prezzo. Ancor più grave del prezzo, poi, c'è che la ditta ha affermato di non aver mai avuto un ordine dalla Regione. Cosa dice a riguardo Emiliano? Allora, oltre a spiegare come si spendono i soldi dei pugliesi e come sia possibile che una ditta dica di non aver ricevuto al ordine dall'ente, dal presidente vorremmo capire anche come mai si sia svegliato solo dopo essere finito su La7 in modo inglorioso. Non è affatto una questione di poco conto, sulla quale c’è ancora molto da spiegare. Incauto, inopportuno, impreparato al limite dell’offensivo, il capo dell’esecutivo non può permettersi di scaricare la patata bollente sul Consiglio regionale! Perché egli sapeva, e sa molto bene, che la stazione appaltante è la Regione, cioè la Giunta regionale. Sapeva che c’è un RUP (Responsabile Unico del Procedimento) e un Direttore dei Lavori, i quali sono, appunto, i responsabili delle opere e delle scelte tecniche. Ancora più ridicola è la nuova commissione di controllo! Controllo su chi? Sulla stessa Giunta? Che, guarda caso, dal punto di vista politico e amministrativo, è l’organo di indirizzo e controllo. Quindi, Emiliano istituisce una commissione che dovrebbe controllare il suo stesso operato! Non c’è più il senso del ridicolo e si è persa la misura del decoro istituzionale”.

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