Querelle istituti scolastici

Pd: 'La rete scolastica bitontina si tinge di bianco, non per l'innocenza ma per la sterilità'

Il Partito Democratico locale è favorevole all'unione del Circolo Didattico 'Caiati' con l'Ic 'don Tonino Bello' per garantire continuità didattica

Politica
Bitonto mercoledì 07 novembre 2018
di La Redazione
L'istituto comprensivo "don Tonino Bello" di Palombaio
L'istituto comprensivo "don Tonino Bello" di Palombaio © BitontoLive.it

BitontoLive ha pubblicato lunedì scorso la deliberazione della giunta comunale n. 226 del 31 ottobre scorso da cui si evince la volontà dell’amministrazione comunale di istituire entro i prossimi due anni il primo polo dell’infanzia della città di Bitonto presso le frazioni, preservando così l’autonomia scolastica dell’Istituto comprensivo “don Tonino Bello”. Il rovescio della medaglia è però rappresentato dal parere contrario posto dall’amministrazione comunale nei confronti del Circolo didattico “G. Caiati”, che invece aveva proposto come soluzione l’unione col “don Tonino Bello” avente presidenza a Bitonto e presidio di segreteria didattica e del personale a Palombaio.

Una querelle che ormai va avanti da parecchio tempo e alla quale il Partito Democratico bitontino ha voluto mostrare la sua attenzione.

“Il costante e continuo decremento demografico determina una pesante diminuzione della popolazione scolastica con la quale ogni anno le scuole fanno i conti. Ogni anno, si registrano meno iscrizioni, organici in diminuzione e di conseguenza contrazione di classi”, esordisce così il comunicato del partito con sede alla ‘pescara’.

“Questa è la storia recente del don Tonino Bello, Istituto Comprensivo delle frazioni di Palombaio e Mariotto, ma rappresenta anche lo scenario futuro prossimo degli istituti scolastici della nostra città – continuano i dem –. La situazione demografica del Comune di Bitonto, quindi, alla luce di questo trend non consente più di mantenere le sei scuole del territorio, fra primaria e secondaria di primo grado.
Ad essere precisi, il dato degli alunni che terminerà il ciclo della cosiddetta ‘scuola media’ alla fine dell'anno scolastico in corso sono 816 alunni (uscenti); i nuovi iscritti, invece, saranno 467 (inclusi gli iscritti della scuola dell'infanzia privata). Considerando questi numeri è miopia politica ed amministrativa continuare ad inventarsi soluzioni palliative, già sperimentate in passato, che non hanno risolto il problema di assicurare la vitale autonomia dell'istituto comprensivo Don Tonino Bello.
L’espediente sperimentato negli anni ha portato all’accorpamento di interi plessi della scuola dell'infanzia all'istituto comprensivo delle frazioni con arroganza e senza l'appropriata conoscenza del mondo scolastico, provocandone lo svuotamento, il disappunto delle famiglie, registrando il mancato raggiungimento dell'obiettivo. Scordiamoci le demagogiche promesse elettorali, pensiamo a garantire l'autonomia dei cinque Istituti scolastici del territorio e offriamo all'istituto comprensivo Don Tonino Bello la possibilità di garantire agli alunni la continuità didattica e al personale la stabilità lavorativa.
Una delle scuole che è prossima a subire queste conseguenze è la scuola Caiati che nel 2015 fu privata della scuola media Rogadeo e che oggi conta circa 649 alunni”.

“Noi riteniamo quindi – conclude il Pd bitontino – che la scelta più logica sia quella di unire la scuola Caiati con il Don Tonino Bello. Si tratterebbe di un grande Istituto Comprensivo che avrebbe la possibilità di assicurare una importante offerta formativa a tutta la comunità.
A voler essere ancora più lungimiranti, si potrebbe proporre che un plesso di una delle scuole più popolose già esistenti oggi, venga assegnato alla scuola Modugno Rutigliano Rogadeo mettendo così al riparo questo Istituto Comprensivo che deve fare i conti, sul suo territorio, con la vicinanza di altre scuole. Si rafforzerebbero così le due scuole più fragili e si garantirebbe alle frazioni una scuola stabile a cui fare riferimento.
Questa è una delle possibili soluzioni, a nostro avviso la più razionale, che può garantire stabilità alle cinque scuole bitontine assicurandone continuità didattica ed amministrativa”.
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