Da Palazzo Gentile

Consiglio comunale, Brandi passa al Pd che entra nella maggioranza

Approvato anche l’atto costitutivo del Distretto Urbano del Commercio

Politica
Bitonto sabato 09 febbraio 2019
di Mariagrazia Lamonaca
Il consiglio comunale dell'8 febbraio
Il consiglio comunale dell'8 febbraio © n. c.

Il consiglio comunale di ieri è iniziato col discorso del capogruppo Pd, Antonella Vaccaro, che ha esposto le ragioni dell'ingresso in maggioranza del suo partito.

«Ogni giorno - ha esordito la consigliera - la cronaca nazionale ci dà la possibilità di constatare quello che il Governo Lega–Cinque Stelle sta facendo, con l’attuazione di politiche definite “del cambiamento” che in realtà non stanno fornendo risposte concrete ai problemi del Paese e anzi, accrescono il disagio socio economico dei cittadini e del Paese intero. Chi ci governa sta cavalcando posizioni politiche che risultano fortemente divisive del Paese, che minano le basi della convivenza civile e della solidarietà umana, ricorrendo spesso anche a forme di manipolazione dell’informazione pur di rappresentare una realtà distorta e amplificata di insicurezza e paura. Tutto questo chiaramente si ripercuote nelle vite di tutti noi e anche nella politica amministrativa di ogni città italiana. Compresa la nostra città Bitonto, penalizzata e dimenticata da questo nuovo governo. Tra i fatti eclatanti, ricordo a tutti quanto accaduto in merito alla questione "sicurezza", e non meno importante l'argomento di queste settimane, lo stato di calamità naturale delle nostre campagne che ci vedrà impegnati nelle piazze nei prossimi giorni».

«Per contrastare tutto ciò – ha continuato Vaccaro – si rende necessario un grande sforzo collettivo di unità a tutti i livelli. Il Partito Democratico di Bitonto e la maggioranza amministrativa della nostra città, rappresentata in questa assise, percepiscono il pericolo di una deriva populista e per questo e a conclusione di un percorso di dialogo e di fattiva condivisione e collaborazione di alcuni temi di carattere amministrativo, dichiaro qui oggi l'ingresso in maggioranza del gruppo consiliare del Partito Democratico guidato da me Vaccaro Antonella e dal mio collega Bonasia Gaetano».

«L'auspicio che il PD fa alla città – ha concluso – e in particolare a questo assise, è quello di riportare alto il valore e la centralità che ha sempre contraddistinto la nostra città all'interno dell'area metropolitana di Bari».

Ha quindi preso la parola il consigliere Francesco Brandi per dichiarare la propria scelta, condivisa con l'Associazione politico-culturale "Città Democratica" di cui fa parte, e di comune accordo con tutti i tesserati, di passare nelle fila del Partito Democratico, dando seguito a quanto determinato dal congresso dell'aprile scorso: «Sono entrato nel gruppo consiliare del Partito Democratico, a conclusione di un percorso di convergenza politica cominciato dall'estate del 2017. Sono certo che questa scelta darà ancora più forza e valore alla politica in cui crediamo», ha spiegato Brandi.

«Città Democratica, nata nel 2007 col chiarissimo intento di stimolare una revisione del modo di fare politica a Bitonto, - ha continuato il consigliere - ha vissuto diverse fasi. Ometto in questa sede le prime, per evidenziare come dal 2012 il nostro movimento abbia fatto, attraverso l’attività del Consigliere D’Acciò prima, del sottoscritto dopo e del Vice sindaco Calò un’intensa esperienza amministrativa da cui abbiamo appreso tantissimo. Non da meno è stata l’attività politica, alla ricerca sempre di intese che potessero dare concretezza alle nostre idee. Negli ultimi cinque anni soprattutto, dopo aver assistito alla sofisticazione del nome del civismo, sempre più spesso abusato per adombrare semplici gruppuscoli di interessi autoreferenziali, ci siamo adoperati in maniera sempre più decisa nel porre le basi per un progetto politico di ampio respiro e con metodologia costituente, capace di rilanciare la forma Partito con metodi e contenuti nuovi. Deframmentare e ricompattare era il nostro intento, e spero proprio che di questo si sia accorto più di qualcuno. Perché lo facevamo? Perché le realtà civiche, nate per soddisfare una crisi identitaria e di partecipazione, avrebbero il dovere d’essere contigue all’azione del partito, tentando di contaminarlo, di rinnovarlo, di aiutarlo ad uscire dal pantano. Se non tentano questa profezia, alla lunga le civiche fanno peggio dei partiti (…). In seguito ad una collaborazione con il Partito Democratico e ad una ricerca di intese cominciate dall’estate del 2017 che hanno dato buoni frutti, Città Democratica ritiene sia giunto il momento di dare un segnale ancora più concreto e netto, in vista del Congresso del Partito Democratico in programma per il 17 febbraio prossimo, unendosi al gruppo consigliare del PD nella massima assise cittadina».

«Città Democratica – ha concluso Brandi – intende mettere la propria esperienza al servizio di un progetto che voglia e sappia traguardare gli equilibri presenti e sfrondare la scena dai personalismi. La strada da fare è ancora lunga ma è iniziata e noi intendiamo andare avanti».

La massima assise comunale si è quindi dedicata alla discussione del secondo dei 5 punti all'Odg, ovvero la costituzione del Distretto Urbano del Commercio (Duc). Ha preso la parola, per relazionare, l'assessore al ramo Marianna Legista: «In primis voglio ringraziare chi mi ha preceduta perché ha creduto fortemente a questo provvedimento. Lo sviluppo urbano e commerciale hanno registrato negli ultimi decenni delle frenate clamorose, in parte a causa della crisi economica e in parte a causa dell'apertura di grandi centri commerciali, portando i cittadini al di fuori del centro urbano per fare acquisti. Perciò bisognava incentivare i cittadini a scegliere la città come realtà del commercio, previo adeguamento dei servizi che la città stessa può offrire. È nata così l'esigenza da parte della Regione Puglia di incentivare le politiche del Duc, con una legge emanata nel 2011».

Nel 2016 la Regione ha quindi emesso un provvedimento attraverso un protocollo d'intesa da sottoscrivere con i vari Comuni interessati. Così nel 2017 il consiglio comunale di Bitonto si è riunito per sottoscrivere questo protocollo d'intesa con la Regione Puglia e con le associazioni di categoria del commercio, quali Confcommercio e Confesercenti. In seguito, il 31 ottobre, la giunta comunale ha approvato la partecipazione al bando con la costituzione del Duc e successivamente ha fatto richiesta di ammissione al progetto.

«Dal momento in cui abbiamo ricevuto la Pec, - ha continuato Legista - lo scorso 17 gennaio, abbiamo trenta giorni di tempo per effettuare degli atti concomitanti alla costituzione del Duc, come il provvedimento che oggi si va ad approvare. Dunque, quello che oggi il consiglio comunale è chiamato a deliberare, data l'importanza e le aspettative da parte del settore, è un provvedimento per il quale auspico un'approvazione unanime. Si tratta di un vero e proprio avvio procedurale, dove vengono finanziati i progetti condivisi dalla Regione, dal Comune e dalle associazioni di categoria».

Ha quindi preso la parola il consigliere Carmela Rossiello (Forza Italia) innanzitutto per manifestare la propria sorpresa circa il "trasformismo e la schizofrenia politica che si sta verificando in questa assise" (a causa del passaggio del Pd nella maggioranza, ndr.), e poi per chiedere spiegazioni all'assessore Legista circa l'accordo di costituzione del Duc.

«Ho sentito molte parole - ha commentato Rossiello - ma adesso vorrei capire il peso che hanno queste parole. Ad esempio, "migliorare la fruizione delle aree di distretto a più elevata vocazione commerciale e turistica attraverso interventi di riqualificazione dell'arredo urbano e della pubblica illuminazione (...)", sono parole di una certa complessità e di elevato impegno. Può farmi un esempio concreto su quale finalità, tra queste che avete riportato nel documento, sarà realizzata a breve termine?».

L'assessore Legista ha quindi spiegato che quello che si stava per approvare era l'avvio della procedura con dei progetti impostati dalla Regione. Dunque, ha spiegato, è la Regione stessa che indica ai comuni i vari step da seguire e anche quello di Bitonto si sta adeguando, rispettando le strategie del Piano strategico del Commercio. Perciò, come ha spiegato ancora l'assessore, quello che c'è scritto nel documento va rispettato e, una volta esauriti i fondi del primo bando (circa 67mila euro), il Comune di Bitonto parteciperà ai bandi successivi, dove la Regione concederà cofinanziamenti per le spese di realizzazione di servizi innovativi per aumentare l'attrattività e il marketing, per migliorare l'arredo urbano, per il recupero e la valorizzazione dei mercati rionali.

La risposta dell'assessore non ha soddisfatto la consigliera Rossiello, la quale ha dichiarato che nella zona artigianale di Bitonto mancano attività che diano impulso all'economia della città, che vi sono sempre più attività commerciali che chiudono, e che non ritiene essere stata attuata a Bitonto una vera strategia di marketing territoriale. La consigliera forzista ha comunque espresso voto favorevole al provvedimento perché ha ritenuto che "sia giusto non perdere una opportunità importante per la nostra città".

Il comandante Gaetano Paciullo, presente in aula, ha quindi rimarcato l'importanza di questo provvedimento perché sarà grazie a questi finanziamenti se la città potrà realizzare le ottime finalità elencate nell'atto di costituzione del Duc, ricordando come la ratio del progetto è quella di riportare i cittadini a fare acquisti nella propria città, rimediando così ai danni provocati dalla grande distribuzione. Il comandante ha inoltre fatto notare come le attività della zona artigianale non riguardano il Duc, perché quest'ultimo si riferisce alle attività commerciali e non artigianali.

È quindi intervenuto il consigliere Emanuele Avellis (Riformisti Cattolici Popolari), per spiegare che, nel corso della sua esperienza quarantennale nel mondo del commercio, ha assistito agli alti e bassi dell'economia locale. Secondo lui, dunque, è importante essere ottimisti ed essere favorevoli a queste iniziative regionali.

Ha preso poi la parola Emanuele Sannicandro (Iniziativa Democratica) il quale ha ricordato che il Distretto Urbano del Commercio nei fatti non è mai partito perché la Regione ne ha rimandato l'attivazione. «Oggi con questa delibera - ha dichiarato Sannicandro - diamo l'autorizzazione a costituire il Duc». Il consigliere ha quindi espresso il proprio voto favorevole, a patto che tutti (politici, cittadini, commercianti) possano dare il proprio contributo, non solo le due organizzazioni di categoria che firmeranno l'atto.

Il consigliere Michelangelo Rucci (Governare il futuro) ha quindi fatto la propria dichiarazione di voto favorevole, spiegando che il suo augurio è quello che l'amministrazione si impegni a valorizzare i propri prodotti e il proprio distretto, con una serie di politiche atte alla valorizzazione del proprio territorio, ricco di attrattive turistiche ed enogastronomiche.

Ha infine preso la parola il sindaco Michele Abbaticchio per spiegare che il fenomeno del commercio e dello sviluppo economico e industriale del paese non può essere ricollegato ad una analisi generica. Secondo il sindaco, dunque, il commercio al dettaglio di Bitonto presenta dei fenomeni sia positivi che negativi. Attraverso il Duc, quindi, si sta cercando di attuare uno studio per capire quali sono i punti critici, differenziati per settore merceologico. «Secondo me - ha sottolineato Abbaticchio - sarebbe utile approfittare del Duc per riflettere su azioni diversificate che possono essere messe in campo a seconda del settore merceologico. Dunque vorremmo dei suggerimenti da parte vostra per sviluppare il Duc in questa direzione, ovvero differenziandolo a seconda dei diversi settori».

Il provvedimento è quindi stato approvato all'unanimità e la massima assise si è dedicata alla discussione di tre debiti fuori bilancio.

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I commenti degli utenti
  • malcontento ha scritto il 09 febbraio 2019 alle 10:34 :

    purtroppo non esistono più le tabelle merceologiche, abolite con la liberazione del commercio dal governo D'Alema con ministro Bersani, bisognerà ripristinarle se si vorrà differenziare i diversi settori... sarà possibile????? Rispondi a malcontento