Da Palazzo Gentile

Giunta comunale, il Pd reclama un assessore

Dopo la costituzione della nuova maggioranza è necessario rivedere gli equilibri: Michelangelo Bratta il nome che circola

Politica
Bitonto domenica 09 giugno 2019
di Tommaso Cataldi
Palazzo Gentile
Palazzo Gentile © web

Da qualche settimana ci sono sentori che si stia muovendo qualcosa tra le fila della giunta comunale, complice anche la nuova maggioranza allargata che si è costituita qualche mese fa a Palazzo Gentile, la quale ora annovera le presenze di Partito democratico, Italia in comune e Sud al centro, con questi ultimi due movimenti che sono andati a sostituire alcune liste civiche createsi alla vigilia della tornata amministrativa del 2017.

In virtù del nuovo equilibrio creatosi a Palazzo Gentile, proprio la presenza del Pd starebbe spingendo il sindaco Michele Abbaticchio a sostituire un componente della sua giunta con un esponente dem. Il partito di centrosinistra a fine marzo ha nominato come segretario cittadino Francesco Brandi, passato dalla lista Città democratica ad esponente di punta del partito che ha sede alla “pescara”. Brandi è sostanzialmente rimasto in maggioranza, quindi. Solo che ora è a capo del terzo gruppo consigliare più numeroso della maggioranza (4), dopo Italia in comune (7) e Sud al centro (5). La differenza è che mentre gli due partiti hanno esponenti in giunta o alla presidenza del consiglio, il Partito democratico non ha alcun rappresentante in giunta.

Da giorni infatti è scattato il toto-nome. Da ultimo, anche per effetto di alcune vignette satiriche fatte circolare sui social, si è fatto il nome di Michelangelo Bratta, un esponente dem di lungo corso. Ancora però ignota risulta la delega che Bratta andrebbe a ricoprire e di conseguenza l’assessore che andrebbe a sostituire, e per legge dovrà essere un uomo.

Intanto ai taccuini di BitontoLive, il segretario cittadino Pd Francesco Brandi, interrogato sulla vicenda, ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Il Partito democratico vuole e può dare un contributo a questa amministrazione, anche in termini di governo. Nel rispetto di tutti e secondo principio di pari dignità».

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