La nota

Radio Radicale, Ruggiero (M5S): «Inaccettabile spendere altro denaro pubblico per una radio privata»

La deputata bitontina: «Negli anni l’emittente ha ricevuto 250 milioni di euro. Nel frattempo ci sono settori che hanno urgentemente bisogno di risorse»

Politica
Bitonto sabato 15 giugno 2019
di La Redazione
On. Francesca Anna Ruggiero, Movimento 5 stelle
On. Francesca Anna Ruggiero, Movimento 5 stelle © Tranilive.it

«È inaccettabile continuare questo sperpero di denaro pubblico quando ci sono settori che hanno urgentemente bisogno di risorse». È il commento della deputata bitontina Francesca Anna Ruggiero (M5S), componente della Commissione Finanze della Camera dei Deputati, a proposito dell’emendamento al Dl Crescita con cui sono stati stanziati 3 milioni a vantaggio di Radio Radicale. «È una proposta del Pd renziano, che ha raccolto il favore anche di Lega e Forza Italia, mentre noi abbiamo votato contro».

«Nel corso degli anni – continua – Radio Radicale, una radio privata, ha percepito 250 milioni di euro di finanziamento pubblico. È incredibile che Pd, Forza Italia e Lega continuino a sostenere questo tipo di politica. Soldi pubblici dati ad una radio che ospita anche giornalisti con stipendi da capogiro da 100 mila euro l’anno».

«La nostra soluzione – incalza la deputata – era differente: finanziare la conversione in digitale e la conservazione degli archivi multimediali, fino ad una spesa massima di 1 milione di euro nel triennio. L'emendamento proposto dalle opposizioni ha disposto invece di erogare altri 3 milioni di euro nel solo 2019 ad una radio che ne riceverà già 9 quest'anno».

«Intanto si continua a lavorare sul Decreto Crescita. Nel provvedimento abbiamo previsto circa 2 miliardi per le imprese, la riduzione progressiva dell’Ires per le aziende e deducibilità dell’Imu sui capannoni (fino al 70%), incentivi fiscali per i ricercatori e i lavoratori che rientrano dall’estero e agevolazioni per i condomini che sceglieranno di riqualificare dal punto di vista energetico il loro edificio».

«Tutte misure – conclude la Ruggiero – che sono a vantaggio della collettività e non di pochi privilegiati, come avvenuto nel caso di Radio Radicale».

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I commenti degli utenti
  • Franco ha scritto il 15 giugno 2019 alle 12:45 :

    Radio Radicale qualcosa che non sappiamo neppure cosa sia diventata e di chi sia veramente. Il 66% della proprietà (la maggioranza) è della Associazione politica Lista Marco Pannella, di cui avevamo perso le tracce da diversi anni. Chi rappresenta oggi la Lista Marco Pannella? Chi gestirà materialmente i milioni di euro di finanziamento? Chi avrà accesso al.conto e stabilirà come spendere quei soldi?Chi stabilirà assunzioni e retribuzioni dei giornalisti o la linea editoriale? Un'altro 25% di quote societarie appartiene alla famiglia Podini, i padroni di MD Discount. Quale sia il loro ruolo attuale è un altro dei punti oscuri della radio che stiamo finanziando come radio di un partito che non c'è più. Rispondi a Franco

    giuseppe depalo ha scritto il 16 giugno 2019 alle 17:14 :

    E' EVIDENTE CHE L' ASPETTO PIU' IMPORTANTE CHE VIENE ESAMINATO E' QUELLO ECONOMICO. NON POSSO CONFERMARE NE' SMENTIRE QUANTO AFFERMATO CIRCA LA PROPRIETA'. A DIFFERENZA DELLA PIATTAFORMA ROSSEAU SAPPIAMO:FINALITA' SCOPO, FINANZIAMENTO, PADRONE ECC. OSSERVO PERO' CHE RADIO RADICALE E' UNA DELLE VOCI PIU LIBERE DEL GIORNALISMO PARASSITARIO E PARTIGIANO D' ITALIA. CECCHE' NE DICA QUALCHE CITTADINO UNA DELLE POCHE COSE BUONE CHE HA FATTO QUESTO PARLAMENTO GIALLO-VERDE E' LA SALVEZZA DI RADIO RADICALE. CHI LA CRITICA LO FA PERCHE' NON SOPPORTA VOCI DISSONANTI. SE ANCHE RADIO RADICALE PARLASSE BENE DELLA CASTA AL GOVERNO VERREBBE COCCOLATA COME QUALCHE ALTRO GIORNALE PROPAGANDISTA E ...MOVIMENTISTA. Rispondi a giuseppe depalo

    Franco ha scritto il 17 giugno 2019 alle 13:41 :

    Facile fare gli attivisti dei "diritti civili" o i giornalisti a 100 mila euro l'anno, diventa un bel mestiere anzi un bel privilegio riservato a pochi eletti, pagati e bene per fare informazione e propaganda insieme. Radio Radicale è stata finanziata negli anni con centinaia di milioni di euro con la scusa che forniva un servizio pubblico con le dirette da Camera, Senato Csm etc ma questo servizio reso alla cittadinanza andava (andrà) messo a bando perché altri potrebbero farlo e sarebbero ben felici vista la cospicua retribuzione. "Radio radicale" oggi è solo un marchio di comodo che copre una emittente privata. Rispondi a Franco