Da Palazzo Gentile

Consiglio comunale, approvata nuovamente la ricapitalizzazione della Sanb

Scontri in aula tra maggioranza e opposizione. Presenti anche i dipendenti dell'Asv

Politica
Bitonto sabato 13 luglio 2019
di Mariagrazia Lamonaca e Tommaso Cataldi
Il consiglio comunale del 12 luglio
Il consiglio comunale del 12 luglio © BitontoLive.it

Si è svolto ieri nell’aula consiliare un consiglio comunale molto "movimentato". L’argomento di discussione riguardava la Sanb (Società Ambientale del Nord Barese), che in teoria dovrà sostituire l’Asv nella gestione dei rifiuti di Bitonto, ma anche di Molfetta, Ruvo, Terlizzi e Corato. Tra i banchi dell’aula erano perciò presenti anche i dipendenti dell’Asv, il che ha reso la discussione ancora più animata.

Tutto tranquillo durante la discussione del primo punto all’ordine del giorno (adeguamento dello Statuto alle disposizioni contenute nel decreto legislativo 175 del 2016, così come modificate dal successivo decreto legislativo 100 del 2017). Un adeguamento, insomma, per adattare lo statuto vigente a società "in house".

Con l’adeguamento, dunque, la società, oltre alle sue normali attività di smaltimento, potrà anche restituire ad altre aziende i materiali risultanti dalla valorizzazione dei rifiuti. Tutto questo, però, a patto che il fatturato che ne deriva non vada oltre il 19,99% di quello complessivo.

Ad intervenire è stato Emanuele Sannicandro (Iniziativa Democratica): «Vorrei sottolineare che siamo in perdita, a giudicare dai bilanci del 2017 e del 2018, e la Sanb non ha mai avviato il servizio». Per il consigliere «c’è stata la volontà di cristallizzare questa situazione». Secondo Sannicandro, dunque, «sono passati quattro anni a fare cronoprogrammi e scadenze, puntualmente non rispettati, a discapito della credibilità dei Comuni».

Il sindaco Abbaticchio ha risposto al consigliere per confermare la sua volontà di continuare con la gestione pubblica del servizio. Il punto è quindi stato approvato.

All’inizio della discussione del secondo punto (ricapitalizzazione della Sanb per un debito fuori bilancio), la minoranza ha deciso di prendere parte alla discussione, a differenza di quanto succede spesso con i debiti fuori bilancio, quando generalmente i componenti della minoranza decidono di lasciare l’aula.

La decisione è stata presa dopo che Sud al Centro (tra cui il presidente del consiglio comunale Labianca e il vice presidente Santoruvo) hanno lasciato l'aula, cercando di far saltare il numero legale e rinviare il consiglio. Vedendo ciò, la minoranza è tornata in aula e il sindaco, trovandosi senza presidente né vicepresidente, ha deciso di alzare i toni mettendo agli atti che presidente e vice hanno preso una decisione non politica ma personale.

Così, subito dopo le parole del sindaco e le rimostranze dei dipendenti dell’Asv presenti in aula, Sud al Centro è rientrato e Santoruvo, per giustificare la decisione, ha affermato che non volevano rinviare il consiglio ma solo sospenderlo per decidere il da farsi.

Emanuele Sannicandro (Id) ha quindi riassunto, in un lungo intervento, le 235 pagine della delibera in discussione, ripercorrendo tutta l’intricata vicenda che racchiude le sorti di Asv e Sanb: «Abbiamo perso il capitale sociale della Sanb perché i Comuni (gli altri che compongono l’Aro, cioè Molfetta, Corato, Terlizzi e Ruvo, ndr.) non si sono messi d’accordo. Dovevano esserci delle decisioni a suo tempo perché il socio privato (che detiene il 40%) non doveva più far parte dell’Asv, a causa delle nuove normative che vigono dopo il bando di gara del 2003. E non stiamo parlando della perdita di posti di lavoro perché tutti i lavoratori saranno salvaguardati. Non do colpe al sindaco Abbaticchio, ma è indubbio che ci sono stati problemi tra le varie amministrazioni. Siamo arrivati a meno 18mila euro di capitale sociale della Sanb (era 100mila euro inizialmente, ndr.) e non esiste a tutt’oggi un vero e proprio piano industriale, che è stato presentato in appena quattro paginette. Secondo me, ricapitalizzare con circa 36mila euro una società che non ha mai svolto la sua attività in questi due anni vuol dire operare un soccorso finanziario, che è proibito dalla legge. Concludo dicendo che altri hanno giocato sulla pelle di Bitonto».

È stato l’assessore Incantalupo a spiegare quale possa essere il futuro della Sanb: «Avevamo proposto altre soluzioni alternative come ad esempio una holding con inizialmente due comuni e poi si sarebbero accodati gli altri ma abbiamo ricevuto risposta negativa dal commissario straordinario Grandaliano. Solo con la Sanb possiamo avere un servizio preciso e puntuale».

Anche Michele Daucelli (Id) era dello stesso parere di Sannicandro: «Vedo una storia molto in salita, specialmente se Molfetta non ricapitalizza. In questi due anni si è continuato a non fare nulla».

Ancora più negativo il giudizio di Carmela Rossiello (Fi): «La colpa è dell’inadempienza di questa amministrazione. Chi ha sbagliato è disposto a pagare di tasca propria? Il mio voto sarà di astensione».

Voto favorevole, invece, da parte di Francesco Brandi (Pd): «Se i Comuni hanno assunto questo impegno, penso che noi dobbiamo promuovere la Sanb. Anche perché non abbiamo altre possibilità».

Di astensione ha parlato anche Cosimo Bonasia: «Visto dall’esterno, il percorso può sembrare un salto nel buio perché non ci sono grosse certezze. Ci auguriamo di andare verso un percorso di servizio pubblico per alleggerire in ogni famiglia la tassa dei rifiuti. Il nostro voto sarà di astensione ma siamo rimasti in aula per fornire opposizioni tecniche e politiche».

A concludere con alcune riflessioni è stato quindi il sindaco Michele Abbaticchio: «Non ho mai rallentato la gara a doppio oggetto ma ogni gara di questo tipo prevede due-tre anni di procedura, esattamente il tempo che è intercorso nel nostro caso. Certamente potevamo affidare in maniera diretta ad altre società pubbliche il servizio rifiuti, ma abbiamo cercato di portare avanti la Sanb, a differenza degli altri Comuni. Con questa ricapitalizzazione stiamo salvando un finanziamento di quasi un milione di euro, che servirà alla Sanb per potenziare il sistema del porta a porta».

Il provvedimento è stato approvato con 16 voti favorevoli e i 5 astenuti dell’opposizione.

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