La nota

Sottopasso via Santo Spirito, Sinistra Italiana: “Rendiamolo funzionale”

Il partito di sinistra espone le proprie perplessità in merito all’approvazione della nuova proposta progettuale

Politica
Bitonto domenica 08 dicembre 2019
di La Redazione
Sinistra Italiana Bitonto
Sinistra Italiana Bitonto © Facebook

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota a firma di Sinistra Italiana:

“Si apprende con moderata soddisfazione che la Giunta Comunale con deliberazione n. 228 del 2 dicembre 2019 ha approvato la nuova proposta progettuale relativa al sottopasso di via Santo Spirito.

I cittadini di Bitonto applaudono ad un’opera così importante per lo sviluppo della nostra città e noi di Sinistra Italiana siamo particolarmente orgogliosi di essere stati citati nel suddetto provvedimento di giunta come unico partito ad aver contribuito con puntuali osservazioni al perfezionamento del tracciato stradale.

Dovremmo, dunque, essere soddisfatti? Assolutamente no!

A differenza degli altri partiti, Partito Democratico e Forza Italia che hanno fatto a gara per assegnarsi la titolarità dell’ottenimento di questo o quell’altro finanziamento, a volte anche in modo personalistico, a noi di Sinistra Italiana interessa che l’intervento si faccia conforme alle normative e soprattutto che si renda funzionale al futuro uso per tutti gli utenti della strada compresi anche i pedoni.

Allora brevemente chiariamo il nostro dissenso.

Nella riunione del 22/09/2019 Sinistra Italiana formalmente sollecitò l’allargamento della sezione stradale al fine di inserire marciapiedi destinati al transito dei pedoni, in previsione dello sviluppo della zona di espansione C2. Tutti i rappresentanti degli Enti presenti lamentarono l’impossibilità di soddisfare tale richiesta, in quanto, avendo i progettisti caratterizzato il tracciato stradale come extraurbano non era possibile inserire i suddetti marciapiedi non previsti dalla normativa per tale tipologia di strada! Ciò ovviamente non era vero. Infatti, è possibile allargare la sezione stradale inserendo fasce di pertinenza che all’occorrenza sarebbero state trasformate in marciapiedi.

L’incoerenza della determinazione a non modificare il tracciato si raggiunse quando nella nota di trasmissione della proposta progettuale datata 4 ottobre 2019 la Ferrontramviaria SpAevidenziò quanto segue: “È bene far presente che già in occasione della precedente soluzione progettuale la Provincia dii Bari (oggi Città Metropolitana di Bari) con nota prot. n. 82012 del 29/11/2011 esprimeva il parere favorevole al progetto condizionandolo all’attivazione da parte del Comune della deprovincializzazione del tratto di strada della S.P. 91 interessato dall’intervento in modo che la realizzanda rotatoria ricada interamente su viabilità comunale. A tal proposito si chiede a codesto Comune di voler avviare il suddetto iter”.

Quindi, in sostanza si era progettata una strada extraurbana quando contestualmente occorreva attivare l’iter per farla diventare urbana, senza, ovviamente la presenza dei prescritti marciapiedi, obbligatori per le strade urbane!

Sinistra Italiana intervenne nuovamente con ulteriori osservazioni inviate alla III Commissione Consiliare che a fine ottobre si espresse favorevolmente sul progetto ignorando le legittime riflessioni circa l’incongruenza sostanziale rilevata.

Ovviamente, non poteva essere formulato un parere diverso sul progetto da parte della III Commissione ben sapendo che il PD è largamente rappresentato con consiglieri poco affini alla materia urbanistica, ma molto affini alla materia del populismo quando si dà valore al concetto che ormai recitano tutti: basta che si fa anche se non conforme alle norme purchè ci intestiamo la paternità.

Ricordiamo che il PD sin dall’inizio si è schierato per l’immodificabilità del progetto ritenendolo un’ottima opera anche se poi Sinistra Italiana dimostrò non essere conforme alle disposizioni normative. Non abbiamo assolutamente dimenticato le parole sprezzanti dette da un noto esponente del PD, alla presenza dell’assessore regionale ai trasporti, nei riguardi della nostra forza politica solo per aver presentato osservazioni quasi interamente recepite nel successivo progetto della Ferrotramviaria.

La vicenda diventa sconcertante quando si scopre che la III Commissione ratificato un progetto diverso da quello approvato dalla Giunta Comunale il 2 dicembre 2019. Infatti, nel provvedimento della Giunta Comunale si legge che ci sono stati due incontri con i rappresentanti della maglia C2 che hanno spinto la Ferrotramviaria a modificare ulteriormente il progetto consegnato al Comune il 6 novembre 2019. Questo a dimostrazione del valore che la Giunta Comunale attribuisce all’operato dei rappresentanti comunali della III Commissione! A questo punto delle legittime domande vanno rivolte al PD.

Erano al corrente i consiglieri comunali del PD presenti nella III Commissione che contestualmente all’esame del progetto inviato al Comune il 4/10/2019 si era deciso di variarlo per quanto concordato nelle date del 16/10/2019 e 24/10/2019 con i rappresentanti della zona C2?

Perché quando è una forza politica che ritiene necessario variare il progetto si riferisce che è immodificabile mentre se sono i rappresentanti della zona C2 a chiedere la variazione la si esegue anche in tempi rapidi?

A questo punto non ci rimane che rivolgerci direttamente ai cittadini informandoli che se quel tracciato stradale diventerà come richiesto dalla Città Metropolitana strada urbana è assolutamente obbligatorio che vengano inseriti marciapiedi con i relativi dispositivi a protezione dei pedoni! Rendiamo funzionale il sottopasso! Siamo ancora in tempo! Siamo nella fase iniziale per cui ottenuta la formalizzazione del finanziamento regionale, ogni modifica al progetto di fattibilità tecnico economica sarà fattibile. L’interesse collettivo non può essere inficiato da quello privato! Facciamo in modo di realizzare una vera opera d’arte al servizio dell’intera collettività! Un appello al PD, non siamo in campagna elettorale per cui non è il momento di intestardirci con prese di posizione a svantaggio della comunità!”.

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