In vista del 29 marzo

Referendum 2020, nasce a Bitonto il Coordinamento Promotore cittadino per il “no”

Appuntamento a domani in via Generale Montemar dalle 18.30

Politica
Bitonto giovedì 20 febbraio 2020
di La Redazione
Parlamento
Parlamento © Web

“La riforma di oggi impone un taglio lineare solo alla composizione del Parlamento, senza preoccuparsi del necessario coordinamento col contesto istituzionale, riducendo drasticamente la capacità rappresentativa del Parlamento e provocando effetti costituzionali, ordinamentali e politici che rischiano di scardinare il sistema della garanzie e degli equilibri sapientemente ideato dai Costituenti, che ha sin qui resistito ai periodici assalti di un ceto politico privo di effettiva rappresentatività, essendo composto da nominati dei leader di partito.

Ci si aspetta una forte risposta della società per bloccare questa deriva antiparlamentare e antidemocratica.

Per questo nasce Il Coordinamento Promotore cittadino per il NO, che resta aperto all’adesione e collaborazione invitando la cittadinanza venerdì 21 febbraio in via General Montemar n 29 dalle 18.30 per diffondere il messaggio e le iniziative del NO presso l’opinione pubblica nel periodo, purtroppo assai breve, che ci separa dalla data del 29 marzo”.

Questo il contenuto della nota diffusa dal Coordinamento Promotore cittadino per il “no” di Bitonto.

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commenti
I commenti degli utenti
  • Gaetano ha scritto il 07 marzo 2020 alle 19:16 :

    avere meno rappresentanti è negativo? Guardiamo l'aspetto concreto: meno rappresentanti, meno sprechi, le riforme e le leggi vengono varate con più facilità Rispondi a Gaetano

    Maria P. ha scritto il 10 marzo 2020 alle 00:17 :

    Se fosse un ragionamento l9gico, ma evidentemente non lo è, dovremmo chiudere il Parlamento. Rispondi a Maria P.

  • Maria P. ha scritto il 20 febbraio 2020 alle 18:35 :

    I 5 Stelle dicono di volere la democrazia diretta ma nei fatti la rifiutano. Hanno praticamente impedito con pressioni sui senatori di firmare per il referendum, che la forma più diretta di democrazia. Nel loro programma elettorale 2018 volevano ridurre i costi non la rappresentanza, poi hanno cambiato idea in corsa, per mettere la bandierina. Rispondi a Maria P.

  • Michele Macelletti ha scritto il 20 febbraio 2020 alle 18:09 :

    Questa riforma costituzionale è pericolosissima. Il soggetto offeso non è la casta, il soggetto offeso e leso sono i cittadini, sono gli elettori-cittadini che avranno meno rappresentanti. Si parla tanto del costo di questo taglio,del costo della casta: allora bisogna spiegare alla gente comune che questo taglio alla CASTA farebbe risparmiare a ogni cittadino SOLO un caffè all'anno. Ne vale la pena? . Il novanta per cento del costo del Parlamento non sono i parlamentari ma è dovuto la struttura. Quindi anche su questo andrebbe fatta chiarezza e spiegato nei contraddittori...che non cisono! Rispondi a Michele Macelletti

  • Franco ha scritto il 20 febbraio 2020 alle 17:48 :

    Evidentemente In attesa del referendum sul taglio dei parlamentari il MoVimento 5 Stelle, anzi la piattaforma Rousseau, si esercita con il taglio dei consiglieri regionali. Hanno fatto letteralmente fuori Mario Conca, senza neppure dirgli il perché. Ovvero il perché sarebbe favorire Antonella Laricchia ma non è possibile dirlo. Rispondi a Franco

  • Marco ha scritto il 20 febbraio 2020 alle 17:42 :

    Servirebbe anche denunciare-rilevare il silenzio assordante dei 5Stelle dalla campagna referendaria Eppure avevano annunciato che sarebbero scesi nelle piazze. Oggi il Tg3 Puglia è stata costretto a ripiegare su uno sconosciuto comitato "Si per le libertà" (composto da liberali). Quando comincerà e se comincerà la campagna dei principali anzi unici convinti promotori della legge sulla riduzione dei parlamentari? Siamo tutti ansiosi di ascoltare le loro motivazioni, che non siano però il disco rotto del risparmio, risibile, o del "miglior funzionamento" con meno parlamentari. Rispondi a Marco

  • Michele Macelletti ha scritto il 20 febbraio 2020 alle 17:40 :

    Questa riforma costituzionale che punta a ridurre il numero dei parlamentari è pericolosa perchè punta a ridurre la rappresentanza dei cittadini! Questo bisogna spiegarlo. Il soggetto offeso in realtà non è la casta. Il soggetto offeso e leso è il cittadino. Sono lesi i diritti degli elettori-cittadini che avranno meno rappresentanti. Si parla tanto del costo di questo taglio del costo della casta: allora questo taglio farebbe risparmiare a ogni cittadino un caffè all'anno! Il novanta per cento del costo del Parlamento non solo i parlamentari ma è la struttura. Su questo andrebbe fatta chiarezza e spigato ai cittadini durante la campagna referendaria...informarli della truffa demagogica perpetrata ai loro danni. Rispondi a Michele Macelletti

  • Maria P. ha scritto il 20 febbraio 2020 alle 09:52 :

    Bisognerebbe essere più diretti nella campagna per il NO al taglio dei parlamentari. La riforma voluta dai 5 stelle è solo una bandierina, è senza senso e si basa su menzogne plateali: il risparmio (che è risibile) e il miglior funzionamento delle Camere (una ipotesi bislacca e tutta da verificare). Bisognerebbe inorridire davanti a questa legge non fare accademia sulla Costituzione, che in pochi capirebbero. Il cittadino deve capire che i grillini gli stanno togliendo qualcosa con la scusa del risparmio. Rispondi a Maria P.

  • franco prisciandaro ha scritto il 20 febbraio 2020 alle 09:29 :

    Vorrei consigliare al Comitato per il NO di individuare i veri promotori della legge. I 5stelle non vogliono tagliare i parlamentari vogliono tagliarci qualcosa: i nostri rappresentanti. Tutto in nome di un presunto risparmio. Loro dicono 500 milioni in una legislatura, senza dire però quanto dura una legislatura. In realtà i conti veri fatti dall'Università di Milano parlano di appena 56 milioni l'anno, una inezia confrontata con la spesa per gli F35 (14 miliardi di dollari). I 5Stelle vorrebbero tagliare 345 parlamentari ma nemmeno un F35. E i parlamentari tagliati saranno soprattutto i loro. Rispondi a franco prisciandaro