Solo 15 consiglieri hanno votato a favore della sua revoca

Consiglio comunale, “molto rumore per nulla”: Labianca resta presidente

Natilla definisce “caramelline” gli incarichi assessorili conferiti dal sindaco ai consiglieri passati dall’opposizione alla maggioranza

Politica
Bitonto martedì 25 febbraio 2020
di Tommaso Cataldi
Il consiglio comunale del 24 febbraio
Il consiglio comunale del 24 febbraio © n.c.

È stato un consiglio comunale quasi monotematico quello che si è celebrato ieri a Palazzo di Città con soli due punti all’ordine del giorno: l’accettazione da parte di Cosimo Bonasia della carica di assessore comunale con conseguente surroga di Valentina Caldara, e la discussione sulla revoca di Vito Antonio Labianca da presidente della massima assise cittadina.

Bonasia ha ricevuto le deleghe a Polizia locale, verde e decoro urbano, trasporti e viabilità locale. Per il sindaco Abbaticchio «il gruppo consiliare di Cosimo Bonasia non ha mai fatto mancare volontà propositiva e collaborativa in diverse materie, cercando sempre soluzioni corrette. Ringrazio Incantalupo per il lavoro svolto».

La neo consigliera comunale Caldara ha dichiarato in apertura di iniziare «il nuovo percorso con atteggiamento di umiltà».

Prima di continuare, Emanuele Abbatantuono (Pd) ha ricordato le giornate di confronto dei vescovi del Mediterraneo che si sono tenute a Bari, affermando con orgoglio che l’altare, la sedia e il crocifisso presenti sul palco durante la celebrazione Eucaristica provenissero dalla Cattedrale di Bitonto e invocando alla pace nei conflitti che perdurano in Siria e Libia.

Emanuele Sannicandro (Id) ha annunciato poi le dimissioni da presidente della commissione controllo e garanzia: «Avevamo chiesto la rimodulazione delle commissioni in componenti ed argomenti ma tutto questo non è avvenuto». A lui si è unito Pasquale Castellano (Itc) in qualità di presidente della I commissione.

Molto critico invece l’intervento di Carmela Rossiello (Fi): «A me sembra di essere nel paese delle opportunità e dei cambi di casacca: dei 9 consiglieri di opposizione di inizio mandato ne sono rimasti solo 3. Anche M5S e Pd sono passati in maggioranza, dando un calcio ai voti dei cittadini. Cambiare idee sulle proprie scelte è legittimo ma per pudore bisognerebbe dimettersi. L’opposizione ha sempre proposto collaborazione ma voi avete parlato di livore nei comunicati stampa».

A rispondere è stato direttamente Abbaticchio: «Posso dirmi soddisfatto che le destre non abbiano avuto possibilità di rimpolpare la minoranza ed è chiaro che Rossiello si senta un po’ sola. La comunità di Bitonto risulta essere antifascista».

Anche Fracesco Scauro (Bitonto riformista) è stato critico riguardo gli ultimi assestamenti in assise comunale: «Siamo attori principali di questo teatrino, una politica attratta dalla logica del potere. Alcuni consiglieri hanno dimenticato tante promesse fatte nella campagna elettorale. Noi rimaniamo coerenti con le nostre idee e i nostri principi perché la città ha la necessità di essere governata bene».

Prima Daucelli e poi Sannicandro (Id) hanno ripercorso l’excursus che ha visto il loro gruppo protagonista negli ultimi quattro anni: «Avevamo creduto nell’alto valore della politica ma nel 2016, il giorno dopo le primarie del centrosinistra, coloro che persero entrarono nelle fila di Abbaticchio facendo naufragare tanti propositi. Noi siamo stati sempre opposizione sugli argomenti e ciò che facevamo da questi banchi continueremo a farlo in maggioranza».

Quindi Francesco Natilla (Bitonto riformista) ha affermato di attendere ancora «le dichiarazioni dell’ex consigliere Bonasia che lo hanno spinto ad accettare l’incarico da assessore», definendo poi gli incarichi come «caramelline» date ai consiglieri ed ex candidati sindaci di opposizioni, passati poi in maggioranza.

Chiamato in causa, l’assessore Bonasia è intervenuto per rispondere alle critiche di Scauro e Natilla: «Sono contento di essere un neofita della politica, abbiamo amministrato dai banchi dell’opposizione con proposte concrete ed è lì che c’è la rivoluzione che tanto vi scandalizza. Si era rotta la metodologia e non il piano programmatico ma oggi abbiamo la possibilità di intraprendere un percorso al servizio della città. E non rinnego niente. Stiamo parlando della possibilità di essere ancora più determinate e decisivo, non di caramelle».

Si è passati quindi al punto sulla discussione della revoca del presidente del consiglio comunale, proposta pervenuta da 12 consiglieri comunali. Il segretario generale ha informato che la votazione sarebbe avvenuta in modalità segreta.

Arcangelo Putignano (Sud al centro) ha difeso l’operato di Labianca e ha dichiarato voto contrario alla revoca: «Il Presidente del Consiglio non è mai venuto meno ai propri doveri istituzionali di assicurare una corretta dialettica tra maggioranza e minoranza, né ha mai impedito non solo l’espletamento ma anche lo svolgimento dei lavori degli organi collegiali del comune».

Milo Milo (Sud al centro) ha letto quindi una dichiarazione del presidente del consiglio comunale, depositata agli atti nella mattinata di ieri, nella quale Labianca rivendicava e difendeva il proprio operato.

In maniera inaspettata la proposta di revoca del presidente del è passata: 15 voti a favore, 7 contrari e una scheda bianca.

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