Ancora strascichi

Le donne Italia in Comune Puglia: "Noi candidate comunque, i nostri in aula fino all'ultimo"

Continuano le polemiche per la mancata approvazione della doppia preferenza al consiglio regionale

Politica
Bitonto giovedì 30 luglio 2020
di La Redazione
Donne di Italia in comune
Donne di Italia in comune © n.c.

Grazia De Sario, attivista del movimento delle Sardine in Puglia insieme a Mariagrazia Cinquepalmi, Anna Lillo, Annamaria Carella, presidente regionale della Federazione italiana dei Teatri amatoriali, Anna Maria Longo, già assessora comunale a Gioia del Colle, Angelica Longo architetto ambientalista di San Vito dei Normanni. Sono solo alcuni nomi in lista per la candidatura alle prossime regionali di Italia in Comune Puglia. Donne impegnate in politica a Barletta, Trani e Altamura che oggi accusano il colpo di una seduta consiliare regionale che non ha dato i risultati sperati, ovvero l'approvazione del disegno di legge per la doppia preferenza di genere già a partire dalla prossima tornata elettorale.

"Abbiamo accolto le loro parole di rammarico e rabbia come prima reazione a quanto accaduto ieri notte - esordisce il vice-coordinatore nazionale del partito e sindaco di Bitonto Michele Abbaticchio, -. Sono state testimoni di una vergogna di rilevanza politica nazionale che ci porteremo come pugliesi per tantissimo tempo".

"Ringrazio i nostri consiglieri regionali presenti in aula fino all'ultimo secondo - commenta Davide Carlucci, vicecoordinatore regionale e Sindaco di Acquaviva, che nel corso dell'ultimo tavolo del centrosinistra aveva chiesto una presa di posizione netta da parte della coalizione- Abbiamo sperato in un barlume di civiltà politica ma il centrodestra non si smentisce neanche ora, così come tutti coloro che hanno abbandonato l'aula in chiave strategica".

"Una strategia al massacro democratico" conclude Abbaticchio.

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I commenti degli utenti
  • Maria P. ha scritto il 30 luglio 2020 alle 07:34 :

    Il vero massacro democratico sarebbe imporre delle candidature con la scusa del "genere". Rispondi a Maria P.