Otite media nei bambini, anche la genetica può favorire lo sviluppo della malattia

Prevenzione e cure tempestive le armi più importanti per combattere l’evoluzione della patologia

Dr. Paolo Petrone L'otorino risponde
Bitonto - venerdì 28 dicembre 2018
Otite media nei bambini
Otite media nei bambini © n.c.

L’otite media è una delle malattie più diffuse nei pazienti in età pediatrica. Secondo i dati epidemiologici pubblicati dalla letteratura scientifica internazionale, l’85% dei bambini ha sviluppato almeno un episodio di otite media tra 0 e 3 anni.

Questa infezione interessa una porzione anatomica dell’orecchio che si chiama orecchio medio. Si tratta di una regione posta al di dietro della membrana timpanica e che contiene una catena di ossicini (martello, incudine e staffa) che ha il compito di trasferire il suono dalla membrana del timpano alla coclea. L’orecchio medio non costituisce una regione a sé stante. Per mezzo di un condotto fatto di osso e cartilagine (che si chiama tuba di Eustachio), l’orecchio medio comunica direttamente con il naso. Per questo motivo, eventuali agenti infettivi contenuti all’interno del naso del paziente possono risalire attraverso la tuba di Eustachio e raggiungere l’orecchio medio. La presenza di muco all’interno del naso e all’interno della tuba di Eustachio può costituire terreno fertile che facilita la replicazione di questi agenti infettivi. In più, la conformazione del cranio (più piccolo nel paziente in età pediatrica) e la presenza di una eventuale ipertrofia delle adenoidi (che possono fare da tappo nel passaggio tra tuba di Eustachio e naso) possono favorire la sedimentazione del catarro all’interno dell’orecchio medio, favorendo la replicazione di temibili colonie di batteri.

La rilevanza clinica di questa patologia è collegata al pericolo che può derivare da eventuali complicanze che si possono sviluppare sia nei pressi dell’orecchio (mastoiditi, paralisi del nervo faciale), sia a distanza (meningiti, ascessi cerebrali). A questo si aggiunge il rischio di sviluppare un deficit uditivo (ipoacusia) che si riflette sullo sviluppo psico-intellettivo del bambino in un’età considerata critica per lo sviluppo del linguaggio e delle capacità linguistiche e che può determinare, in ultima istanza, anche un peggioramento del profitto scolastico del piccolo paziente.

I bambini che sono più a rischio di sviluppare un’otite media sono i bambini nati prematuri, i bambini con deficit delle difese immunitarie, i bambini sottoposti ad allattamento prolungato al seno o che utilizzano il ciuccio per lunghi periodi, i bambini allergici o esposti a fumo passivo dei genitori, i bambini che frequentano asili o che hanno fratelli maggiori che frequentano asili e scuole materne. Ma più di recente alcuni studi hanno evidenziato che, oltre a tutti questi fattori, vi può essere anche una predisposizione genetica nello sviluppo di questa malattia. Un recente studio sviluppato dall’Università del Colorado negli Stati Uniti, infatti, ha identificato in alcune famiglie una mutazione dei tessuti dell’orecchio medio che determina un rischio maggiore di sviluppare questo tipo di infezione. La scoperta, ottenuta studiando il DNA di più di 600 famiglie multietniche, apre scenari nuovi all’identificazione e alla cura di questa malattia. Questi soggetti, dotati di una variazione in uno specifico gene che si trasmette per via familiare, sviluppano delle cellule mutate dell’orecchio medio che favoriscono l’aggressività di alcuni batteri e che sono alla base degli episodi ripetuti di otite media.

Se nei confronti di alcuni di questi fattori (allattamento, utilizzo del ciuccio, esposizione al fumo passivo...) è possibile intervenire prematuramente con la corretta educazione dei genitori, nei casi in cui invece intervengono prematurità, genetica o altre patologie di base, diventano fondamentali prevenzione e cure tempestive, fin dai primi episodi di otite. Evitare che l’accumulo di catarro favorisca la proliferazione dei batteri costituisce il primo fronte di attacco nei confronti di questa malattia. Prima ancora delle terapie antibiotiche e cortisoniche, i lavaggi nasali, le irrigazioni con docce nasali, l’utilizzo di soluzione fisiologica o ipertonica, rappresentano le armi più semplici, ma per nulla banali che possono salvaguardare giorno dopo giorno la salute dell’orecchio medio.

Fonte: Am J Hum Genet online 2018, pubblicato il 25/10 https://doi.org/10.1016/j.ajhg.2018.09.010

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