Domenica la sfida in trasferta contro il Molfetta

Il guizzo di Taurino e i miracoli di Figliola valgono l’impresa: 1-0 al Taranto

Quarto risultato utile di fila per i neroverdi

Calcio
Bitonto giovedì 25 febbraio 2021
di Danilo Cappiello
Bitonto-Taranto 1-0
Bitonto-Taranto 1-0 © Anna Verriello

Meravigliosa follia.

È mancato solo il “Città degli Ulivi” delle grandi occasioni a rendere perfetto un pomeriggio già di per sé memorabile.

Lo stadio cittadino degli abbracci, quello dei posti fissi da una vita, con le stesse sciarpe, le stesse maglie, gli stessi cuscini, le stesse bandiere e le stesse esultanze. Il popolo dei tifosi del “Città degli Ulivi” sicuramente sarebbe rimasto a far festa coi suoi beniamini fino al tramonto, per poi incamminarsi a casa verso sera, sognando la folle vittoria maturata qualche ora prima.

Al Bitonto sono bastati un colpo di testa del fantasista Taurino e le innumerevoli parate del sempre più decisivo Antonio Figliola, per fare suo il match col Taranto e mettere in cascina il quarto risultato utile di fila.

Prossimo impegno per i neroverdi, la sfida di domenica prossima in trasferta contro il Molfetta.

 

La partita

Mister Loseto preferisce stavolta il 3-5-2 al 4-3-3, almeno in partenza: davanti al solito Figliola, il rientrante Petta, Biason e Danilo Colella; Mariani, Capece e Montinaro in mezzo al campo con Di Modugno e Nannola sulle fasce. Lattanzio-Taurino il tandem d’attacco, Palazzo inizialmente in panchina. Panchina, tra gli altri, per il ristabilito Triarico. Postilla doverosa sui tanti diffidati in casa neroverde: Figliola, Petta, Biason, Mariani, Piarulli, Taurino e Lattanzio.

Dall’altra parte, mister Lentini (Giuseppe Laterza squalificato) sceglie Ciezkowski per la porta, Boccia, Guastamacchia, Rizzo e Ferrara, in difesa; Matute e Diaby diga centrale con Tissone qualche metro più avanti a supportare le tre punte Guaita, Diaz e l’ex Falcone. Un 4-3-3 camaleontico pronto a trasformarsi in 4-2-3-1 all’occorrenza. Squalificato l’altro ex neroverde Marsili.

 

Primo tempo

Partenza di grande personalità per il Taranto: Falcone impegna subito Figliola con un colpo di testa (di certo non il suo miglior colpo in canna) su cross dalla destra di Boccia. Colpevolmente troppo libero di colpire sul secondo palo, nell’occasione, il n.11 tarantino. Lo stesso Falcone calcia da fuori al 14’ sfiorando il palo alla destra di Figliola, abbondantemente in traiettoria. L’inizio autorevole dei rossoblù andrà a confermare una prima metà di tempo che li vedrà sempre con il pallino del gioco in mano e un Bitonto di rado propositivo in zona d’attacco.

Il primo squillo neroverde arriva solo al 32’. Cross vellutato di Montinaro, testa di capitan Lattanzio e parabola insidiosa che il polacco Ciezkowski trasforma in angolo non fidandosi della presa alta sotto la traversa. I minuti di gioco 0-46 vanno in archivio così, con un Delfino scattante e capace di trasmettere sempre una sensazione di pericolosità, una volta superata la metà campo avversaria, e un Leoncello coraggioso, sciolto solo nella seconda metà di frazione.

 

Secondo tempo

La ripresa si apre con un paio di sortite offensive degli ospiti, ma Figliola, la sua retroguardia e il secondo assistente sono attenti a non combinare pasticci…

Espulso Danilo Colella per doppia ammonizione al minuto 11, causa fallo al limite dell’area di rigore; i due allenatori ricorrono immediatamente ai “ritocchi” del caso. Loseto sostituisce Capece con Nocerino (Biason torna a centrocampo e passaggio al 4-3-2), mentre Laterza getta nella mischia la quarta punta, l’argentino Abayian. Poteva essere l’inizio della fine, per i padroni di casa, invece, la sorte avversa si trasformerà nella più inattesa delle apoteosi calcistiche colorate di nero e di verde. Intensissimi.

Nel frattempo, sempre attento e reattivo Figliola: disinnescata l’incornata prepotente di Diaz.

18’: il vantaggio che non t’aspetti e nel modo che non t’aspetti. Angolo di Montinaro e colpetto di testa malefico del tarantino di nascita Taurino, ignorato da tutti i marcatori probabilmente per la sua altezza non proprio da incursore aereo sui calci piazzati. Funziona ancora una volta a meraviglia l’asse Montinaro-Taurino su corner. Zero esultanze personali da parte di FantaLeo, alla stessa maniera di Lattanzio nella sua Andria, tre giorni prima.

Quattro minuti più tardi fuori proprio l’autore del gol per il ritrovato Triarico: Bitonto con il 4-4-1. Lattanzio stoico là davanti a cantare e portare la croce… Esausto, lascia infatti il campo a favore di Palazzo (28’).

Sale in cattedra Figliola con due interventi capitali in pochi minuti: coraggio, “lettura” e tempismo da vendere nelle occasioni, per il piccolo grande portiere di Palese.

I neroverdi chiudono addirittura in nove per il rosso sventolato in faccia a Palazzo per un’ingenua reazione “violenta” in una convulsa situazione di gioco-fallo-ripresa.

Tuttavia, i tre squalificati in vista di Molfetta saranno un problema da affrontare per Valeriano Loseto solo da somani, come ha candidamente dichiarato lui stesso nella conferenza post partita, perché una vittoria così, inflitta per di più ad una squadra costruita per chiudere lassù in alto il torneo e con la quale gli scontri in campo non sono mai banali, ti dà una spinta pazzesca. I famosi 6 punti, anziché i 3 regolamentari.

È stata proprio un’apoteosi neroverde al “Città degli Ulivi”.

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