I novant'anni dell'U.s. Bitonto, la storia dei veri colori neroverdi

Il dg Santoruvo: "La mia speranza più grande è che si possa continuare a fare calcio a Bitonto"

Calcio
Bitonto sabato 02 luglio 2011
di Michele Cotugno DePalma
©
Mentre le prime pagine del calcio bitontino sono tutte rivolte alla Libertas, al suo destino, agli screzi interni, al suo futuro, ieri intanto il calcio nostrano ha festeggiato un importante appuntamento: l'U.S Bitonto, gli storici (al di là di come la si pensi) colori neroverdi, la prima squadra cittadina, senz'altro quella più amata (adesso famigerata?), ha compiuto 90 anni.
Era il 1° Luglio 1921, infatti, (anche se in realtà tutto nasce nel 1919 con la “Serenissima”) che la squadra adesso presenziata dall'uomo bitontino senz'altro più discusso, Francesco Paolo Noviello, metteva piede in città e ci faceva assaporare il sapore della domenica sportiva.

Ed in 90 anni di storia, quanti campioni, quanti meno campioni, quanti allenatori, quante trasferte, quanti campionati si sono avvicendati...
Il passato di avant'ieri dice che dal 2003, giorno dallo storico 2-1 contro il Locorotondo in un “Città degli Ulivi” colmo come un uovo di 3000 tifosi esultanti, per 7 anni consecutivi è stato girone H della Serie D, con la speranza, nel 2008, addirittura di andare in C2 (anche la “Repubblica” di Bari ci dedicò una pagina intera nella sezione sportiva).
Il passato di ieri racconta invece di una retrocessione sul campo dopo il ko contro il Pisticci ed il ricominciare dal basso, dagli inferi.

Già, il destino più amaro ha voluto che nell'anno del novantennario la neo arrivata Libertas Palese arrivasse meritatamente in Eccellenza oscurando i “veri” colori neroverdi.

Già, il destino più crudele e beffardo ha voluto che l'anno del novantennario si ricominciasse dalla terza categoria.

Sbeffeggiati da tutti.
Criticati da tutti.
Dimenticati dai politici, che costringono i neroverdi al “Nicola Rossiello” e per giunta a porte chiuse.
Abbandonati dai propri tifosi, che scelgono altre strade ed esultano per le reti di altri colori neroverdi...

Il destino ha detto terza categoria, e quindi festa in tono minore da festeggiare comunque a fine anno perchè adesso non c'è tempo. Ci sono le vertenze ed i problemi societari da risolvere.

Prima di pensare al futuro ed alla prossima stagione, Francesco Santoruvo, direttore generale dell'U.S Bitonto nella stagione appena conclusa (promozione in seconda categoria sfiorata) rivisita l'anno appena passato, con un bilancio generale.
Mi sento innanzitutto in dovere di ringraziare tutti quelli che hanno partecipato a questo progetto e quindi Marco Pizzulli, Antonio Gala, Nicola Montanari, Francesco Santamato, il mister Custode Morrone, il viceallenatore Raffaele Stefanachi, Giovanni Ricciardi, ed ovviamente tutti i ragazzi che hanno dato il 100%, indipendentemente dal lavoro e dagli infortuni”.
L'obiettivo finale è stato raggiunto- continua il giovane dirigente neroverde- perchè arrivare in finale play off è un risultato straordinario visto come tutto era cominciato, tutte le difficoltà incontrate ed in un campionato dove vi erano importanti squadre prestigiose e di categoria superiore (Corato, U.S Altamura, Romania Bat, Ultrattivi).
Santoruvo getta anche uno sguardo al futuro: “Ovviamente dobbiamo risolvere ancora la spinosa questione delle vertenze (che sembrano, purtroppo, essere andate male per Noviello, ndr), ma siamo aperti ovviamente a tutte le proposte che arriveranno per ridare prestigio ai novant'anni di storia della nostra società e sarebbe un peccato passare un altro anno di purgatorio, e perciò non escludiamo possibili apparentamenti (le ultime voci a riguardo parlano di una possibile fusione con la Libertas, ndr)”.

La mia speranza più grande- conclude Santoruvo- è che si possa continuare a fare calcio a Bitonto, che lo si faccia in modo programmato e tutto finalizzato al bene della città, perchè non è il massimo avere tre squadre di calcio e perciò mi auguro che possano presto finire i dissidi tra i tifosi della Libertas, dell'Omnia e dell'U.S Bitonto, tutte nate da incomprensioni stupide”.

Permetteteci, però, che oggi non si parli del futuro.
Di quello ci sarà tempo.
Il calcio bitontino è in festa perchè novant'anni di storia non si cancellano con un colpo di spugna o con un cancellino della lavagna.

Tanti auguri, U.S. Bitonto.
Lascia il tuo commento
commenti